Sala 8

Zona

Durante gli anni settanta appare rilevante il sodalizio con Maurizio Nannucci, la cui ricerca sperimentale sulle strutture linguistiche e l’impiego di nuovi media approda ad “una visione allargata del fare arte”, sviluppando una fitta rete di relazioni interdisciplinari, attivando forme di aggregazione e diffusione per l’arte, privilegiando nei suoi lavori componenti di documentazione e di comunicazione (radioworks, videotape, film, multipli, libri d’artista). Nel 1974 Mariotti e Nannucci insieme a Paolo Masi e altri artisti promuovono l’attività di Zona, centro di informazione e, dal 1975, spazio espositivo e di documentazione autogestito, con sede in via San Niccolò a Firenze. Nell’archivio personale di Mariotti sono conservate varie tracce della sua collaborazione con Zona, incluse numerose fotografie. Il logo, che egli concepisce con un lettering asciutto a caratteri graziati, evidenzia la Z iniziale e la A finale corrispondenti all’ultima e alla prima lettera dell’alfabeto, accompagnato da un modello plastico a rilievo di stampo artigianale, datato 1974; lettering e modello sono incorniciati ai lati e nella parte superiore da una struttura analoga ad un simbolo matematico di matrice o di insieme, che nel modello assume le caratteristiche dell’architettura contenente una fuga prospettica rinascimentale. Il programma inaugurale di Zona, intitolato Per conoscenza, assume la forma di un cerchio diviso in tre spicchi regolari di 120°, corrispondenti a tre giorni dei mesi di maggio, giugno e luglio 1975, durante i quali si svolge il “calendario di documentazione sulla ricerca estetica di operatori attivi a Firenze che organizzano in autonomia comunicazioni / interventi / situazioni e stampati informativi (per conoscenza: nella prospettiva dell’uso individuale di ‘Zona’)”. Fra i partecipanti figurano: autori sperimentali come Lanfranco Baldi (insieme al critico Pierluigi Tazzi) e Andrea Granchi; artisti post-concettuali come Luciano Bartolini e Renato Ranaldi; l’artista verbo-visiva Ketty La Rocca; lo stesso Mariotti; il pittore analitico Paolo Masi; i fotografi Gianni Melotti e Verita Monselles; l’artista Alberto Moretti, animatore della Galleria Schema; i fratelli Massimo e Maurizio Nannucci; gli architetti radicali Adolfo Natalini (Superstudio), Gianni Pettena e UFO; il giovane videoartista Bill Viola. Nell’ottobre del 1975, nell’ambito di un Mercatino, “viene esposta la raccolta in volume dei fogli stampati a Zona in occasione di Per conoscenza”.

Nei bozzetti per alcune cartoline collegate all’iniziativa, Mariotti ripropone le sue massime: “Arte, se capoverso, si scrive con la a maiuscola, ma se parliamo di arte, se ne parliamo, usiamo per questa la a minuscola (come per artigianato) / Artista in capoverso, quindi, a maiuscola, ma, continuando il discorso sull’artista, dunque, a minuscola come arte e artigiano e altro”. Durante gli anni settanta appare rilevante il sodalizio con Maurizio Nannucci, la cui ricerca sperimentale sulle strutture linguistiche e l’impiego di nuovi media approda ad “una visione allargata del fare arte”, sviluppando una fitta rete di relazioni interdisciplinari, attivando forme di aggregazione e diffusione per l’arte, privilegiando nei suoi lavori componenti di documentazione e di comunicazione (radioworks, videotape, film, multipli, libri d’artista). Nel 1974 Mariotti e Nannucci insieme a Paolo Masi e altri artisti promuovono l’attività di Zona, centro di informazione e, dal 1975, spazio espositivo e di documentazione autogestito, con sede in via San Niccolò a Firenze. Nell’archivio personale di Mariotti sono conservate varie tracce della sua collaborazione con Zona, incluse numerose fotografie. Il logo, che egli concepisce con un lettering asciutto a caratteri graziati, evidenzia la Z iniziale e la A finale corrispondenti all’ultima e alla prima lettera dell’alfabeto, accompagnato da un modello plastico a rilievo di stampo artigianale, datato 1974; lettering e modello sono incorniciati ai lati e nella parte superiore da una struttura analoga ad un simbolo matematico di matrice o di insieme, Nell’archivio personale di Mariotti sono conservate varie tracce della sua collaborazione con Zona, incluse numerose fotografie. Nell’ottobre del 1975, nell’ambito di un Mercatino, “viene esposta la raccolta in volume dei fogli stampati a Zona in occasione di Per conoscenza”. Nei bozzetti per alcune cartoline collegate all’iniziativa, Mariotti ripropone le sue massime: “Arte, se capoverso, si scrive con la a maiuscola, ma se parliamo di arte, se ne parliamo, usiamo per questa la a minuscola (come per artigianato) / Artista in capoverso, quindi, a maiuscola, ma, continuando il discorso sull’artista, dunque, a minuscola come arte e artigiano e altro”.

[Stefano Pezzato]