Sala 9

Valore e Variazioni

In occasione di Monografie Mariotti propone a Zona, insieme all’amico collezionista Carlo Dani, un’analisi su la firma, il valore. Mentre continua a vendere i “suoi” posti in Teatro, numerati e firmati, sulla cartolina/annuncio di Monografie del settembre 1977 egli afferma: “Il mercato nell’arte, e altrove, è il presupporre valutabile l’offerta e conveniente l’acquisto. E stabilire una scala di valori corrispondente alle disponibilità mentali e materiali delle parti”. La rassegna si conclude alla fine del mese con Il mercato reciproco (mille/diecimila), cifre espresse in lire corrispondenti ai prezzi minimo e massimo dei pezzi esposti, come già avvenuto nel Mercatino dell’ottobre 1975. Lo stesso tema è presente anche in (fuori testo), dove la sua Firma e quelle dei suoi familiari sono accostate ad un dito nell’atto di imprimere la propria forma di riconoscimento personale e, al pari delle firme, convenzionale: “come identità, è riproducibile e falsificabile” (Mariotti, 1975). In (fuori testo) compaiono le prime buste spedite da Mariotti per via aerea a indirizzi sconosciuti, quindi ritornati al mittente con i segni tangibili del viaggio compiuto. Nell’arco di due anni, dal 1974 al 1976, egli colleziona 153 Aerogrammi, custoditi i sei volumi e presentati nel maggio 1978 alla Galleria Schema di Firenze con il titolo di Valore aggiunto: “Il desiderio del viaggio è il percorso della conoscenza che riceverà premio del suo valore. Il geografo arabo El-Bekri raccoglie in volume i racconti dei viaggiatori senza muoversi dal palazzo di Cordova. Gli aerogrammi sono tornati con i segni del viaggio trasferibili nella raccolta di un collezionista d’arte o di un filatelico. Specifici diversi si trovano concordi nella attribuzione di valore” (Mariotti, Galleria Schema, Firenze 1978). Nel 1976 raccoglie inoltre “1089 fotografie (33x33) tratte dall’archivio F.lli Alinari che rappresentano la Crocifissione, immagine costante dell’arte per secoli, attraverso diversi autori e culture dell’Occidente. Le fotografie sono state riportate ad un comune registro segnato dai chiodi delle mani. L’iconografia è stata ordinata cronologicamente per tipologia e filmata con la tecnica dell’animazione, che ne suggerisce la continuità nelle variazioni ed il movimento nel tempo. Quindi ancora una immagine del modello, trasferito da una storia sociale dell’Arte ad un’opera di arte popolare che l’autore firma sulla tela di proiezione”. Mariotti realizza in questo modo, ricordato nel catalogo della rassegna sul cinema d’artista Cine Qua Non del 1979, il suo primo video d’artista, (XX), anch’esso presentato in anteprima alla Galleria Schema di Firenze nel maggio 1978. Sul tema delle “variazioni” Mariotti si era cimentato in occasione della sua mostra personale alla Galleria La Bertesca di Genova, nel marzo 1975, presentando il lavoro Profilo di imperatore documentato in (fuori testo). Partendo dal profilo in pietra del banchiere mediceo Lorenzo Spinelli, immortalato in antico costume romano sul portale di famiglia nel chiostro di S. Croce a Firenze, passando per il suo calco in gesso conservato nella Gipsoteca di Porta Romana, sempre a Firenze, sotto la denominazione di Profilo di imperatore, Mariotti realizza cinque “variazioni”: di materiale (da gesso a maiolica), di età (con la cancellazione delle rughe), di epoca storica (con la cancellazione della corona e della toga), di fisionomia (con la modificazione del naso e del mento), di espressione (trasformata in sorriso). Al “tema della classicità” rappresentata nel profilo rinascimentale e nella riproduzione della Gipsoteca si aggiungono il “tema della artisticità”, nell’esposizione delle cinque maioliche insieme ai rispettivi calchi in gesso ai quali sono attribuiti legittimità e valore di originali, e lo stesso “tema della variazione”, con l’aggiunta dei nuovi calchi di Mariotti nella Gipsoteca accanto al calco originale. Le maioliche esposte a Genova sono successivamente collocate sulla facciata di un palazzo in via dell’Erta Canina a Firenze, di proprietà di Carlo Dani. Varie copie dei cinque calchi in gesso sono conservati nell’archivio dell’artista. Nella già citata esposizione alla Galleria Schema del maggio 1978, strutturata sul modello di Monografie in quattro serate successive dedicate ognuna ad un lavoro, oltre a Valore aggiunto e a (XX) Mariotti presenta due nuove opere: Extructo, serie di tre riproduzioni fotografiche che documentano “con la medesima fedele imparzialità” altrettante parti di decorazioni pittoriche sopra le quali sono riprodotti dei frammenti pittorici che ricostruiscono manualmente “estratti” delle decorazioni originarie rappresentate dalle fotografie, in una sovrapposizione successiva di “immagini generate da immagini precedenti, esposte alle corruzioni naturali ed alla memoria parziale degli artifici” (Mariotti, Galleria Schema, Firenze 1978); Breccia praticabile, intervento eseguito in collaborazione con l’architetto Claudio Greppi che traccia a parete la forma virtuale di una Breccia circolare, riprodotta per l’occasione in un’edizione di 50 fogli Letraset (abitualmente utilizzati per il trasferimento dell’immagine grafica e progettuale) nei quali si esplicita come “il simbolo contiene la possibilità permanente della sua sostituzione [e] la dichiarazione del progetto ne riduce temporaneamente l’estensione mentre lo definisce in una forma apparentemente chiusa” (Mariotti, Galleria Schema, Firenze 1978)