Sala 12

Inganni e Allegorie

Nell’immagine fantastica del Tappeto volante (1984), dipinto in due versioni nel linguaggio sintetico della computer graica, con colori acrilici su grandi fogli di plastica a griglia metallica che esporrà alla Galleria Vivita di Firenze nel maggio-giugno 1986, traspare l'illusione di una via di fuga dalla realtà, l'allusione ad un improbabile cambio di rotta per Firenze, che egli tornerà a ripetere ino alla ine:

 

"Firenze, è lei la responsabile, che ancora bambino mi ha iniziato alle pratiche dell’arte. Lei, per la quale l’arte è normale merce di scambio. [...] Così ogni opera, sia dei piccoli artisti che ostinatamente sopravvivono che dei grandi morti che ancora la mantengono, altro non è che un particolare compositivo della sua immagine vera: una allegoria della avarizia ammantata nel virtuoso panneggio dell’arte”

(Mariotti, 1995)