Sala 16

La Morte in Scena

Nel 1994, l’autorappresentazione ironica di Quella volta che sono morto, presentata al Centro Di a Firenze: otto tavole con scrittura braille, che aveva già fatto la propria apparizione in (fuori testo), nelle quali cui Mariotti ricorda in modo fantasioso, apparentemente autodivertito e certamente esorcistico, sette episodi in cui ha rischiato effettivamente di perire fra il 1973 e il 1993. L’ottava tavola, in realtà la prima della serie (da cui è tratta la citazione riportata in apertura di questa analisi del lavoro di Mariotti), ha la funzione di introdurre sia “i racconti” successivi sia “le immagini fotografiche” che li accompagnano, nel cui insieme, egli annuncia, “è contenuto il fantasma della mia morte [...] l’immagine che tu vedi, senza leggere e la scrittura che tu leggi, senza vedere” (Mariotti, Quella volta che sono morto, 1994).