Sala 17

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Nel giugno 1994 consegna all’immaginazione dei posteri e al giudizio della storia “una Meridiana di marmo, un pisello e una mano di ottone ed un numero 8 di gesso”, seppelliti nel cortile della sua “bottega” in via Toscanella, in un’azione dimostrativa documentata nel video Museo (1994), in cui denuncia il disinteresse delle maggiori istituzioni artistiche contemporanee (Biennale di Venezia, Triennale di Milano, Quadriennale di Roma, Documenta di Kassel, a cui aggiunge il Museo Pecci di Prato!) ed il mancato inserimento delle sue “opere” in collezioni museali d’arte contemporanea. Si tratta di oggetti simbolici e forme ripetute nel corso della sua ricerca: la meridiana funge da quadrante per le Variazioni sul pisello, dove l’organo maschile diventa l’ago che proietta la propria ombra e, a sua volta, viene associato ad altre immagini e forme; la stessa mano è pubblicata in (fuori testo) e riproposta nel 1983 alla Galleria Vivita col titolo Dall’altra parte, e rappresenta il fulcro di gran parte del suo percorso creativo, da Arti-giano ai lavori sulle “mani”; “8” appare come simbolo d’infinito nel Fante di Coppe e poi come riferimento numerico nell’allegoria di Fire-nze e nel progetto del Polittico di San Giovanni. In realtà sono soprattutto indizi che invitano a svelare il rebus della creazione di Mariotti, che è insieme opera e vita.