Sala 9

Valore e Variazioni

In occasione di Monografie Mariotti propone a Zona, insieme all’amico collezionista Carlo Dani, un’analisi su la firma, il valore. Mentre continua a vendere i “suoi” posti in Teatro, numerati e firmati, sulla cartolina/annuncio di Monografie del settembre 1977 egli afferma: “Il mercato nell’arte, e altrove, è il presupporre valutabile l’offerta e conveniente l’acquisto. E stabilire una scala di valori corrispondente alle disponibilità mentali e materiali delle parti”. La rassegna si conclude alla fine del mese con Il mercato reciproco (mille/diecimila), cifre espresse in lire corrispondenti ai prezzi minimo e massimo dei pezzi esposti, come già avvenuto nel Mercatino dell’ottobre 1975. Lo stesso tema è presente anche in (fuori testo), dove la sua Firma e quelle dei suoi familiari sono accostate ad un dito nell’atto di imprimere la propria forma di riconoscimento personale e, al pari delle firme, convenzionale: “come identità, è riproducibile e falsificabile” (Mariotti, 1975). In (fuori testo) compaiono le prime buste spedite da Mariotti per via aerea a indirizzi sconosciuti, quindi ritornati al mittente con i segni tangibili del viaggio compiuto.