Sala 2

Illustrazione e Grafica

 

 

Dalla fine degli anni cinquanta Mariotti inizia a svolgere attività di illustratore: per alcune guide alle città italiane curate da Maria Grazia Ciardi Duprè per conto dell’Associazione delle relazioni culturali italo-francesi di Firenze (1959); per la rivista politica “Classe operaia” pubblicata da Marsilio (1964-1967); per i settimanali “Viaggiare nel mondo” e “Le Ore” (1965) sui quali firma una striscia umoristica e liberatoria intitolata Il mondo di Matt. Parallelamente, con la realizzazione in forma vignettistica del manifesto del XIII Premio letterario Pozzale per la città di Empoli (1959), Mariotti comincia l’attività di grafico a cui si dedicherà quasi ininterrottamente fino al 1997. A quella prima esperienza seguiranno, dalla metà degli anni sessanta, le realizzazioni di copertine e illustrazioni per i maggiori editori fiorentini, Le Monnier, Sansoni, La Nuova Italia e l’avvio di una collaborazione con l’amministrazione comunale fiorentina che si ripeterà successivamente, in modo più o meno stabile, fino alla metà degli anni novanta. In particolare, le commissioni per pubblicazioni informative sul nuovo piano urbanistico (1965) e sul sistema viario di Firenze (1967) introducono Mariotti alla configurazione della città come mappa, che egli espliciterà successivamente come spazio scenico nella forma simbolica dell’ellisse.

 

(Firenze, 1985: “Piazza Santo Spirito sarà il fuoco fisso della rappresentazione allegorica, l’altro fuoco sarà dislocato in diversi spazi coordinati in una mappa urbana sullo stesso progetto”) e che indicherà come “modello particolare di un più vasto disegno” rivelatore della storia Arnò 89, 1989: “La pianta di Firenze [...] evidenzia il disegno luminoso della ghigliottina”). Nel 1967, per la realizzazione dei manifesti per la messinscena de La Mandragola di Machiavelli al Forte Belvedere di Firenze e per la I Esposizione Internazionale delle Cerchia Urbane a Lucca, Mariotti produce dei modelli plastici in gesso che, riprodotti fotograficamente, diventano la base del suo “disegno” grafico. Questa tecnica di manipolazione e visualizzazione di modelli, sviluppata con lettering, immagini, mappe o piante, diventerà una costante nella sua produzione grafica (copertine della collana Il Castoro di letteratura, dal 1967 al 1984), nell’ideazione di progetti a scala urbana: FIREnze, 1985; Arnò 89, 1989; Polittico di San Giovanni, 1991, nella concezione di opere come la serie di Hexagone, interpretazioni in forma di rilievo pittorico e di varie sagome plastiche della carta geografica della Francia (presentate all’Espace Mailly, Perpignan 1994).