Sala 16

La Morte in Scena

Nel 1992, sempre per la Florence Dance Company, la “rappresentazione allegorica in forma di balletto dell’ultimo giorno della vita di Lorenzo” Il Magnifico, di cui Firenze celebra l’anniversario. La rappresentazione, intitolata Giuliano: Una morte fiorentina, ricostruisce il momento ideale del ricongiungimento fra Lorenzo e il fratello scomparso proponendo “il gioco della memoria come emblematico della condizione umana” (Mariotti, Giuliano, 1992). Nell’occasione Mariotti ritorna alle origini della sua attività per il teatro e compone una scenografia con le quattro sagome delle sculture monumentali di Michelangelo nella Cappella medicea, a cui corrispondono “le fasi della vita interpretate dalle raffigurazioni coreografiche” (Aurora, infanzia/gioco; Giorno, giovinezza/amore; Crepuscolo, maturità/potere; Notte, morte/memoria). Al fondo della scenografia si ergono i troni di Lorenzo, che veste di rosso, e di Giuliano, che veste di nero, mentre al centro si muove la figura dell’Androgino, “segno di collegamento fra le varie scene” che interpreta “la doppiezza della rappresentazione (classica e popolare, tragica e comica)”. La riduzione scenica si suddivide, come spesso avviene nelle azioni ideate da Mariotti, in parti rigorosamente calcolate: quattro frazioni di sei minuti, una per ciascuna allegoria, e un totale di ventiquattro minuti corrispondenti alle ore del giorno; ogni minuto è scandito “da un tocco” e “da un cambiamento coreografico” (la colonna sonora è di Andrea Mariotti, come nel caso del Balletto con la luna interpretato da Keith Ferrone e Marga Nativo a Capri). L’ossessiva scansione temporale si conclude con l’apertura progressiva del fondale e l’uscita finale dei danzatori dallo spazio rimasto vuoto. 

Lo spettacolo è replicato, con successo, nell’ottobre dello stesso anno al Joice Theatre di New York e ricostruito scenicamente per la prima edizione del Festival “Fabbrica Europa” all’ex Stazione Leopolda di Firenze nell’ottobre 1994. Ad esso è associata, nel 1992, anche un’azione di Mariotti sull’Arno, svolta al Central Park a New York, che funge da “prologo” pur annunciandosi come un tragico epilogo: nel Trionfo della Morte egli si cala dentro un’imbarcazione a remi, chiusa e nera come una bara, che scivola solitaria sull’acqua.