Sala 13

Presente e passato

Mariotti è un assertore convinto dell’autentica “vocazione” di Firenze per l'arte e un fiero oppositore di quanti, in città, une approfittano per vivere di usura culturale e di rendita patrimoniale" (Mariotti, Fire- nze, 1985). Le sue uimprese" pubbliche (Dama di Bacco, Piazza della Palla, Fire-nze) sono il tentativo di recuperare un'operatività artistica ereditaria e di renderla democraticamente accessibile al maggior numero di persone. Egli si ritrova così, simultaneamente, a richiamare la storia dell'arte e ad affermare la qualità della produzione artistica attuale, a ricercare l’allargamento del consenso ed il riconoscimento economico per l'attività creativa del presente e a contrastare la diffusione commerciale del consumo culturale del passato. A questo apparente paradosso aveva già cercato di dare risposta: nel 1974 con una produzione di design che include l’antica pratica dell’Arti-giano, simbolicamente rappresentata da un Giano bifronte con i profili dei fratelli Mario e Marcello Mariotti; nel 1975 con il Profllo di imperatore, incentrato sui temi della classicità, dell'artisticità e della variazione; nel 1976 e 1977 con le proiezioni di immagini dell’Archivio Alinari in (XX) e in Belvedere, sui temi del modello e della ripetizione; nel 1978 con Extructo, sui temi della riproducibilità e dell'autenticità; nel 1979 con la Dama di Bacco, costruzione reale tratta da un falso Leonardo che estende su scala pubblica il tema del gioco popolare già sperimentato con il letterario Gioco di Ulisse (1969; ugioco dell'oca" sull’Odissea di Omero prodotto per le edizioni Calderini, Bologna). Dalla metà degli anni ottanta, in concomitanza con lo sviluppo dei suoi lavori sulle “mani”, Mariotti rivolge con decisione la propria ricerca artistica alla matrice fiorentina del disegno (Fire-nze ha voluto, vorrebbe e dovrà dire disegno") e all'unicità manuale della pittura e della scultura.