Sala 3

Anatomia del libro e Design

 

 

Con il Libro circolare (1968, opera unica), definito dallo stesso Mariotti come una “riproduzione anatomica del libro reale” e visualizzato nella rotazione intorno ad un “indice” tanto letterale quanto ideale, egli riformula in un’unica sintesi utopica tutte le parti che compongono la sua realizzazione: l’alfabeto impresso sulla confezione artigianale, la legatura in forma di circolare, infinita perfezione, il contenuto della stampa che richiama Borges e l’unicità assoluta della sua Biblioteca. Lo stesso autore rinuncia quindi al proprio ruolo per sovvertire “l’ordine del potere” che lo considera un “addetto ai lavori”, giungendo a formulare una conseguente Proposta di scambio di competenze (Mariotti, 1969) fra l’artista e il critico. A tale riguardo Lara-Vinca Masini indica nel “pubblico, condizionante della mercificazione dei prodotti e insieme condizionato, il bersaglio dell’azione”, accostandola ad un’altra operazione di Mariotti sul “tema della visione spettacolo: scenografia egli chiama infatti la struttura di forma organica in legno e cartapesta con oblò in vetro, propiziatrice di comunicazioni rette guardare-vedere con dispersioni curve per l’applicarsi della percettività degli organi” (1969).

 

Di poco successivi sono la produzione di Alfabeto e le edizioni di Antologia Personal e Logical Book (1969-70), che anticipano nella realizzazione di libri come supporti e contenitori di libri quanto Mariotti scriverà per la sua “poligrafia del libro” (fuori testo) nel 1975: “traccia di percorso nei materiali di un alfabeto non ancora organizzato in scrittura, il libro si riproduce sulla sua immagine e ne rappresenta una delle possibili trasformazioni”; ribadendo, nel segnalibro legenda a corredo del volume (Fuori Testo), che “libro e libreria sono gli equivalenti di scrittore e lettore”. Nei prodotti di design ideati insieme a suo fratello Marcello, Mariotti sovrappone alla funzionalità degli oggetti in plastica prodotti per Asea (Coldog, Dama, Piattomartini, Superpiatto, Triangoli, ecc.) la loro struttura ideativa, logica ed estetica, schematica e geometrica, per “affermare la necessità di una unità stilistica e culturale”, come sarà indicato su “Casabella” a proposito della successiva serie di oggetti in legno (Bicicletta, Cappelli, Libro, Valigia libreria, ecc.) intitolata Arti-giano e firmata a quattro mani con Marcello (1974). In questi lavori si fa evidente l’intenzione di liberare l’arte dal suo carattere esclusivo ed elusivo, riconducendola a pratiche artigianali che corrispondono al concetto vitale di riproduzione, “un modo di vivere al di là del revival” (“Casabella”, 392-393, 1974) ovvero, come scriverà Mariotti nel segnalibro di (fuori testo), “la ripetizione delle forme [che] è la genealogia della forma originaria”.