Arnò (1989)

 

Sala 15

Rivoluzioni e Celebrazioni

Nel 1989 gli viene commissionato un progetto pubblico per celebrare a Firenze il bicentenario della Rivoluzione francese, Arnò 89, che egli introduce con il motto sarcastico e sconsolato: “le rivoluzioni passano / gli anniversari restano”. Per l’occasione concepisce un “disegno analogico” incentrato ancora sulla “mappa urbana” di Firenze, in cui evidenzia l’immagine della ghigliottina formata dalla diagonale della Pescaia di Santa Rosa, fra Piazza Ognissanti (dove ha sede l’Istituto di cultura francese) e Piazza Cestello in Oltrarno. Le due piazze contrapposte sulle rive dell’Arno sono interpretate rispettivamente come la “Piazza dei Signori” illuminata di blu, che ospita un raffinato “spettacolo del teatro di corte” (musica contemporanea, musica da camera, balletto), e come la “Piazza del Popolo” illuminata di rosso, dove è proposto un più prosaico e rumoroso spettacolo televisivo (Videomusic) con presentatori dal vivo, riflettendo la separazione apparentemente insanabile fra i concetti di cultura alta e bassa, di esclusività e diffusione. Al centro della Pescaia illuminata di bianco sono ancorate grandi “bottiglie di champagne” con i tappi a forma di vasi funerari (Canopi), utilizzati come elementi simbolici e per contenere fuochi d’artificio. A corredo dell’evento sono realizzati anche un “albero genealogico” con le derivazioni artistiche fiorentine (L’albero dei nomi) e un “albero della cuccagna” a cui sono appese le lettere del motto rivoluzionario “liberté, egalité, fraternité” (L’albero delle parole), mentre sul fiume viene liberata una muta imbarcazione artigianale (L’albero mezzaluna). Rievocando una parte del proprio repertorio (la mappa, le piazze, il teatro, la proiezione, i vasi, l’albero genealogico, la mezzaluna) Mariotti coinvolge la città in un grande progetto collettivo, ma questa volta mette in scena soprattutto se stesso: “Non è stata una festa / per il fantasma / della rivoluzione / ma solo l’occasione / per giocarsi la testa” (Mariotti, Arnò 89, 1990).